Maratea: storia
 
 
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Storia di Maratea

Il toponimo di Maratea fu coniato dai coloni greci stanziatisi lungo il Golfo di Policastro all’epoca della Magna Grecia, per evocare la famosa città greca di Maratona. Secondo un’altra ipotesi, il nome di Maratea deriverebbe da Thea Maris, cioè Dea del Mare. Le prime frequentazioni umane nel territorio di Maratea risalgono a centinaia di migliaia di anni fa, nel lontano Paleolitico. Agli inizi del VI secolo a.C., gruppi umani di cultura enotria provenienti dall’interno della regione creano piccoli insediamenti agricolo - pastorali lungo l’intero arco costiero del Golfo di Policastro. Le foci dei fiumi (Bussento, Noce, Lao) costituivano approdi naturali che favoriscono il sorgere di centri di raccordo tra le comunità di origine enotria, stanziatesi nell’interno da secoli, ed i coloni greci, che si muovono verso il Tirreno alla ricerca di scali commerciali per lo scambio di prodotti con le popolazioni indigene dell’entroterra. La tradizione vuole il primo segno della città, intorno all’VIII sec. a. C., svilupparsi sulla cima del monte, oggi detto "S. Biagio", o anche "castello", ad opera di colonizzatori greci. Maratea divenne poi colonia romana col nome di Blanda Julia e scomparve nell’VIII sec. d.C. senza lasciare tracce di sé. In epoca romana è certo l’utilizzo del vicino isolotto di S. Janni per la produzione del garum (alimento molto diffuso all’epoca), sia per il ritrovamento nei fondali circostanti di numerose ancore dell’epoca, sia per la presenza sull’isolotto stesso di vasche utilizzate, appunto, in tale produzione. Pur subendo la dominazione dei Normanni, degli Angioini e degli Spagnoli, Maratea ha sempre mantenuto, per l’ottima posizione geografica, uno status fatto di numerosi privilegi. Già nel 1700 la cittadina si distingueva per l’inclinazione alla cultura dei suoi abitanti e per la diffusione dell’istruzione. Nel contempo diveniva un importante porto di scambi, da cui raggiungere agevolmente Salerno e Napoli. Con l’Unità d’Italia Maratea diventò un rinomato centro di formazione culturale, frequentato dai giovani delle città limitrofe.

Stefania Maffeo


 
 
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